Benvenuti nel diario di sviluppo del mio ultimo progetto audio: un Amplificatore in Classe A Single-Ended con topologia BTL (Bridge-Tied Load).
L’obiettivo di questo progetto è realizzare una macchina dalle prestazioni audio eccellenti, con un comportamento simile agli amplificatori in classe A valvolari di un tempo e senza la necessità di un trasformatore audio di uscita per l’adattamento di impedenza. Il progetto è pensato per il montaggio manuale (Through-Hole) e ottimizzato per la dissipazione termica passiva. La potenza audio in simulazione, in perfetta classe A, è pari alla tensione RMS sul carico vrms_load = 6.57V, con un segnale di ingresso di 0.17V (segnale in uscita dalla pedaliera con potenziometro output level a metà corsa) elevata al quadrato e divisa per 8 (diffusore da 8 Ohm): p_audio = (Vrms_load^2)/8=5.39 Wrms. Quindi una potenza di ~5 W per canale. In questo articolo riassumo tutte le fasi di progettazione affrontate finora, dalla simulazione circuitale fino alla preparazione dei file per la produzione del circuito stampato.
1. La Topologia e la Simulazione in LTSpice
Il cuore del circuito è un design in pura Classe A ad accoppiamento in continua e tipologia a ponte (BTL). La configurazione prevede:
- Stadio Finale: Coppie di MOSFET IRF540 in package TO-220, alimentati a 27V.
- Generatori di Corrente Costante (CCS): Gestiti da robusti MOSFET IRFP260N in package TO-247.
Durante la simulazione in LTSpice, abbiamo affrontato e risolto una problematica classica delle configurazioni BTL accoppiate in AC. Avendo inserito dei condensatori elettrolitici di disaccoppiamento in uscita, i nodi sospesi tra questi componenti risultavano “fluttuanti” (floating nodes). Nella realtà, le correnti di perdita (leakage) dei condensatori avrebbero causato derive della tensione continua, generando offset sul carico, surriscaldamenti anomali e pericolosi “bump” all’accensione.
La soluzione implementata: Abbiamo inserito delle resistenze di bleed da 1 MΩ verso massa (GND) sia sul ramo alto che sul ramo basso del ponte. Questo accorgimento garantisce un riferimento DC stabile a 0V, scarica le correnti di perdita in modo simmetrico e risulta totalmente trasparente per il segnale audio alternato (AC).

2. Gestione Termica: La Sfida dei “Live Heatsinks”
La Classe A trasforma gran parte dell’energia in calore, e questo progetto non fa eccezione. Le potenze in gioco sono significative:
- Ciascun CCS dissipa 15.5 W.
- Ogni coppia di Finali dissipa 13.5 W.
Per massimizzare il trasferimento termico e mantenere le giunzioni dei transistor il più fresche possibile, ho preso una decisione ingegneristica drastica: montare i transistor direttamente sui dissipatori in alluminio senza alcun isolatore elettrico (niente mica o pad in silicone), utilizzando esclusivamente pasta termoconduttiva.
Questa scelta, eccellente dal punto di vista termico, ha trasformato i dissipatori in elementi “vivi”, poiché il retro dei package TO-247 e TO-220 è collegato internamente al Drain.
Assegnazione dei Dissipatori e Regole di Montaggio
- Per i CCS (15.5 W): Ho riciclato quattro massicci dissipatori in alluminio da 270 grammi (100x69x5 mm con 26 alette alte 31 mm). Con una resistenza termica stimata di circa 1.4 °C/W, manterranno i componenti ben al di sotto dei 50°C.
- Per i Finali (13.5 W): Saranno necessari 4 dissipatori dedicati con una resistenza termica massima di 2 °C/W (alette alte almeno 25-30 mm), scartando profili troppo bassi che avrebbero trasformato lo chassis in un forno.
Isolamento Meccanico e Crosstalk: Essendo i dissipatori sotto tensione (quelli dei finali a 27V fissi, quelli dei CCS modulati dal segnale), ho stabilito rigide regole di layout all’interno dello chassis:
- Distanza dallo chassis (Massa): Minimo 5-10 mm di sollevamento utilizzando colonnine in nylon, per evitare cortocircuiti e limitare le capacità parassite verso massa che filtrerebbero le alte frequenze.
- Distanza tra dissipatori: Minimo 15-20 mm per permettere la convezione naturale (effetto camino) e prevenire il crosstalk (diafonia) causato dall’accoppiamento capacitivo tra le enormi alette di alluminio dei due canali stereo.
3. Sbroglio del PCB in KiCad
Il progetto del circuito stampato (PCB) è stato realizzato in KiCad 10, focalizzandosi sull’ergonomia per l’assemblaggio manuale.
- Piste 100% sul lato inferiore: Tutte le piste sono state confinate sul layer
B.Cu(Bottom Copper). In questo modo, inserendo i componenti dal lato superiore (F.Cu), è possibile capovolgere la scheda e saldare direttamente sui reofori e sulle piazzole senza che il corpo dei componenti ostruisca la visuale delle piste. - Serigrafia Ottimizzata: Per facilitare il montaggio senza dover consultare continuamente lo schema, ho spostato i valori dei componenti (es. “33K”) dal layer invisibile
F.Fabal layer di stampa realeF.Silkscreen, affiancandoli ai rispettivi designatori (es. “R1”). - Il “Magic Size” 100x100 mm: Attraverso un attento lavoro di ottimizzazione del layout, sono riuscito a compattare l’intera scheda portandola esattamente alle dimensioni di 100x100 mm. Questa è una soglia strategica fondamentale.




4. Pronti per la Produzione
Aver raggiunto il formato 100x100 mm mi permette di accedere alle tariffe promozionali di prototipazione offerte dai principali produttori di PCB (come JLCPCB e PCBWay), consentendomi di ordinare un lotto di 5 schede di altissima qualità a costi irrisori.
I file Gerber e i file di foratura (Drill files) sono stati esportati e il Design Rule Check (DRC) ha restituito zero errori. La documentazione di produzione è impacchettata in un archivio ZIP, pronta per l’upload.
Il prossimo passo? Attendere l’arrivo dei PCB, scaldare il saldatore e dare vita a questo amplificatore!